Tra balene franche e orche (poco) assassine...
Amici ed amiche che fedelmente ci seguite, ecco che finalmente tocca a me raccontarvi le mie impressioni di... novembre (ecco un suggerimento musicale molto nascosto) riguardo a questo viaggio dall'altra parte del mondo.
Innanzitutto, contrariamente a quanto pensavo da bambino e temevo ancora qualche giorno fa, qui nell'emisfero australe per qualche magica ragione non si sta a testa in giu' (lo so, ho sfatato uno dei vostri miti, ma e' cosi'), ma la gente cammina e vive ignara di essere capovolta..anche noi ci stiamo abituando bene e presto a questo radicale capovolgimento.
Seconda cosa: qui lo sciacquone gira in senso antiorario, e gia' che ci sono do' un compito a voi tutti boreali: smettete di leggere, andate in bagno (anche senza produrre) e tirate lo sciacquone: devo sapere se gira in senso opposto rispetto a qui. Vi prego!
Liquidate queste quesioni capitali, cominciamo a parlare un po' del viaggio.Il primo giorno e mezzo lo abbiamo trascorso, come vi ha raccontato Silvia, a Buenos Aires. Metropoli sterminata, fondata ben due volte (per essere sicuri sembra) dagli spagnoli nel XVI secolo, si sviluppa su 48 quartieri diversissimi tra loro per caratteristiche socio-economiche e tipologie urbanistiche, e non ultimo per le loro rogini. Si', perche' Buenos Aires non ha una storia, ma e' tante storie diverse, come quelle che raccontano i volti dei suoi abitanti, i porteños, come si chiamano qui. Genovesi, siciliani, cagliaritani, spagnoli, indigeni, gallesi, hanno dato vita con gli anni ad un citta' immensa ed immensamente viva.
La cosa piu' curiosa? Il cimitero monumentale. E non lo dico per un mio gusto vagamente sepolcrale e foscoliano, ma perche', attraversando i suoi viottoli, si coglie immediatamente una sottile analogia con la cittá' che sorge fuori dalle sue mura: cosi' per i morti, cosi' per i vivi e' normale trovare edifici e mausolei splendenti di vetro o porfido scuro, celebranti l'eterna Evita Peron, a fianco di palazzine decadenti o palazzi in rovina e lapidi, un tempo gloriose, oggi polverose testimoni del loro passato e della grandezza dei loro ormai silenziosi inquilini. Uso la parola inquilini perche' qui un mausoleo ha il prezzo e la metratura di un monolocale vero e proprio! Un lusso al quale tuttavia le piu' abbienti tra le famiglie porteñe non sembrano voler rinunciare..
Lasciata Buenos Aires siamo atterrati, 1371 km dopo, a Trelew, per trasferirci immediatamente a Puerto Madryn, in piena Patagonia. Questa cittadina e' stata la nostra base d'appoggio per una due giorni naturalistica nella fauna della Peninsula di Valdes. Nella navigazione di questa mattina abbiamo potuto osservare, a distanza di qualche metro, una vera balena franca con il suo piccolo, a cui insegnava la vita di mare...e poi delfini, leoni ed copulanti elefanti marini, ed infine orche a caccia di cuccioli di balena per una cena succulenta nell'abbraccio del Guelfo nuevo! Insomma, uno spettacolo unico e meraviglioso, che cercheremo di condividere con voi con qualche foto (sempre che riusciamo a postarle)
Domani andreamo a visitare la piu grande colonia di pinguini della Patagonia, ma questo nella prossima puntata!

Casa Rosada

Boca 4

Floralis Generica

Balene 2

Etci'!

Noi

Coda di balena